Redditi sportivi: tassazione e Certificazione Unica

L'ordinamento italiano assoggetta i redditi percepiti da attività sportiva dilettantistica ad una disciplina agevolata. I soggetti a cui facciamo riferimento non sono solo gli atleti dilettanti, ma anche gli allenatori, preparatori atletici, arbitri, giudici di gara, massaggiatori.

Nel mondo sportivo, i redditi che vengono percepiti in ambito dilettantistico non trovano nel nostro ordinamento una disciplina specifica a loro dedicata e questo può creare delle criticità sia dal punto fiscale che civile. Proveremo nel seguente articolo a rendere tutto più chiaro e delineato, soffermandoci principalmente sulla tassazione dei redditi percepiti dalle attività sportive dilettantistiche.  

Differenza tra attività sportiva professionistica e dilettantistica

La differenza fra le due attività si basa esclusivamente sulla definizione di attività sportiva professionistica. Tutto ciò che non rientra in attività professionistica, va a definire l'attività sportiva dilettantistica. Si può quindi dedurre che l'attività dilettantistica non viene definita da una precisa disciplina normativa, ma la sua descrizione si ricava in modo residuale.
Nell'articolo 2 della L. 91/1981, l'attività sportiva professionistica viene definita come: 
"l'attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI, per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica”.
Da tale definizione si deduce che l'attività sportiva professionistica per essere individuata come tale deve essere:
👉 svolta a titolo oneroso
👉 continuativa nel tempo
👉 svolta in un settore che la stessa Federazione ha riconosciuto come professionale

Qualsiasi attività sportiva che non trova riscontro contemporaneamente in tutte e tre i suddetti requisiti, è ritenuta un'attività sportiva dilettantistica ed i redditi da essa derivati potranno usufruire delle agevolazioni fiscali che andremo ad analizzare successivamente.

Compensi e soggetti interessati

Nonostante l'attività non venga individuata come professionistica dalla Federazione sportiva di riferimento, capita, maggiormente quando si tratta di buone categorie di gioco, che gli atleti percepiscano dei compensi o un rimborso spese forfettario per la loro prestazione sportiva. Ciò accade nel calcio, come nella pallavolo e nel basket e in tantissimi altri sport. 
I soggetti a cui è possibile riconoscere un compenso per attività sportiva dilettantistica, non sono solo gli atleti che svolgono effettivamente l'attività fisica, ma anche tutti coloro che coadiuvano affinché l'attività venga svolta, ne sono un esempio:
  • - allenatori
  • - preparatori atletici
  • - arbitri, giudici di gara o commissari di gara
  • - dirigenti accompagnatori;
  • - massaggiatori o fisioterapisti
  • - soggetti con rapporto di co.co.co di carattere amministrativo/gestionale (come ad esempio tenuta della cassa, raccolta delle iscrizione e delle quote)
A tutti questi soggetti è possibile riconoscere un compenso per lo svolgimento del proprio incarico. 
🔊🔊 Se tale incarico sarà servito per svolgere un'attività professionistica ovviamente il compenso non potrà godere delle agevolazioni fiscali riconosicute per i "dilettanti".

Il compenso può essere corrisposto sotto forma di:
  • 💰 compenso vero e proprio
  • 💰 rimborso spese forfettario e indennità di trasferta *
  • 💰premi corrisposti a soggetti che svolgono l'esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica
🔎 FOCUSrimborsi spese e indennità di trasferta
Sono previste tre diverse forme di rimborso per gli sportivi dilettanti ovvero:
  1. le indennità di trasferta forfetarie - non soggette ad IRPEF fino a € 46,48 giornaliere per la trasferta in Italia, fino a € 77,47 per le trasferte all’estero; 
  2. rimborsi analitici documentati delle spese sostenute per viaggi, vitto e alloggio sempre esclusi da tassazione; 
  3. rimborsi misti inerenti sia alla trasferta che alle spese sostenute

Come vengono tassati i compensi dilettantistici? 

I redditi percepiti dall'attività sportiva dilettantistica vengono inquadrati come "redditi diversi", come disposto dall'articolo 67 del Tuir, e in particolare alla lettera “m” del comma 1.
Da un punto di vista fiscale, questi redditi hanno un trattamento agevolato con cui si prevede l'esclusione della tassazione se annualmente (dal 1 gennaio al 31 dicembre) i redditi risultano inferiori a 10.000 euro.
Se superiori, ma inferiori a 30.658,28 euro, i redditi subiranno una trattenuta del 23% a titolo d'imposta da calcolare solo sull'eccedenza dei 10.000 euro. Quindi, il contribuente rimane comunque esentato da dichiarare tali redditi perché la trattenuta subita rappresentata il pagamento totale dell'imposta dovuta.
Se il reddito supera i 30.658,28 euro, sulla parte finale eccedente verrà effettuata un'ulteriore trattenuta del 23% a titolo d'acconto e quindi il contribuente è obbligato a dichiarare i redditi ed assoggettare il proprio reddito secondo le regole ordinarie previste per l'IRPEF.

📖ESEMPIO PRATICO: Tizio svolge all'interno di un'associazione sportiva alcune mansioni e gli viene corrisposto annualmente un compenso. Come verrà tassato? Analizziamo due situazioni:

👉 Compenso annuo 40.000 euro:Imposta
10.000,00esenti da tassazione-
20.658,28ritenuta del 23% a titolo d'imposta4.751,40
9.341,72ritenuta del 23% a titolo d'acconto2.148,60
40.000,006.900,00
Tizio subirà un trattenuta totale di 6.900 euro e nell'anno avrà conseguito un reddito netto pari ad euro 33.100 euro (40.000-6900). Le prime due fasce di reddito, per un totale di 30.658,28 euro (10.000+20.658,28) non comportano obblighi dichiarativi in capo al contribuente.
In dichiarazione dei redditi dovrà riportare solo "redditi diversi" pari ad euro 9.341,72 indicando l'importo delle trattenute subite = 2.148,60. Questa ultima trattenuta, essendo assoggettata alla normale tassazione ordinaria, potrà essere recuperata attraverso le diverse detrazioni presentando la dichiarazione dei redditi secondo la normativa e i tempi previsti.

👉 Compenso annuo 25.000 euro:Imposta
10.000,00esenti da tassazione-
15.000,00ritenuta del 23% a titolo d'imposta3.450,00
ritenuta del 23% a titolo d'acconto-
25.000,003.450,00
In questo caso, Tizio subirà una trattenuta totale di 3.450 euro, andando a percepire nell'anno un reddito netto di 21.550 euro (25.000-3450). L'imposta trattenuta sarà definitiva e il contribuente non dovrà dichiarare questi redditi in dichiarazione.

Certificazione Unica

Le associazioni sportive che corrispondono compensi relativi all'attività sportiva sono obbligati a rilasciare la Certificazione Unica, anche qualora l'importo corrisposto sia inferiore a 10.000 euro.
Nella CU verranno evidenziati gli importi corrisposti nell'anno, indicando il codice N nel campo "tipologia reddituale"  per dare evidenza che tali compensi sono:
"indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spese, premi e compensi erogati:
  • nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche;
  • in relazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi a favore di società e associazioni sportive dilettantistiche e di cori, bande e filodrammatiche da parte del direttore e dei collaboratori tecnici."
Nel campo "codice" - campo 6 - verrà invece evidenziato il codice 8, utilizzato "nel caso di erogazione di redditi esenti" per identificare i compensi sotto la soglia di 10.000 euro. I redditi invece soggetti a ritenuta, verranno evidenziati nel campo 8, con relativa evidenza della ritenute subite nel campo 9.
Prendendo a riferimento il primo esempio sopra esposto (compenso annuale di 40.000 euro), la CU si presenterà nel seguente modo:




A tali somme, dovrà essere aggiunta l'addizionale regionale e comunale, se dovuta.


Dott.ssa Caterina Peruzzini




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