SPESE VETERINARIE: Dichiarazione dei Redditi e novità 2020

Per l'anno 2020, con la dichiarazione dei redditi, i contribuenti potranno detrarre dall'IRPEF le spese veterinarie sostenute per gli animali.

A tutti coloro che sostengono spese mediche per la cura dei propri animali domestici, detenuti legalmente, per compagnia o per pratica sportiva è riconosciuta la possibilità di detrarle dalle proprie imposte.
Vedremo successivamente l'importo massimo riconosciuto in detrazione e tutte le informazioni necessarie per poter usufruire di tale agevolazione.

La detrazione delle spese veterinarie, seconda la normativa di riferimento, accoglie solo gli animali da compagnia o detenuti per pratica sportiva, in entrambi i casi detenuti legalmente. Nel decreto ministeriale n. 289 del 2001, si evince che non sarà possibile portare in detrazione le spese veterinarie sostenute per la cura di animali:

  • destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare
  • allevati o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole;
  • utilizzati per attività illecite

Quanto posso detrarre?





Come si evince dalle istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi fornite dall'Agenzia delle Entrate, il tetto di spesa massimo riconosciuto è pari ad 500,00 euro per le spese sostenute nel 2020. Il limite è da riferirsi al singolo contribuente, indipendentemente dal numero di animali che sono posseduti (il limite massimo è lo stesso sia per il contribuente che possiede 3 animali che per il contribuente che ne possiede solo uno).
Importante è sapere, però, che la detrazione riconosciuta è pari al 19% della somma che eccede la franchigia di 129,11 euroLa detrazione del 19% spetta in misura piena a chi ha un reddito imponibile fino a 120.000 euro. Oltre questo importo si riduce fino ad azzerarsi oltre il limite di 240.000 euro.

Per maggiore chiarezza di quello appena letto, facciamo qualche esempio:
💥  Spesa sostenuta < di 129,11 €  il contribuente non ha diritto alla detrazione
💥  Spesa sostenuta > di 129,11 € ma < di 500,00 €: Caio sostiene spese veterinarie nel 2020 pari ad euro 300,00. Da tale importo deve essere sottratta la franchigia di 129,11 euro, per un totale di 170,89. La detrazione, di cui il contribuente potrà usufruire, sarà quindi pari a 32,47 euro (19% di 170,89). In altre parole, la detrazione al 19% deve essere calcolata sulla quota che eccede la franchigia.
💥  Spesa sostenuta > di 500,00 €: Caio sostiene spese veterinarie nel 2020 pari ad euro 700,00 euro. Il tetto massimo riconosciuto è, però, pari a 500,00 euro e questo fa intendere che 200,00 euro "andranno persi". Sulla somma che eccede la franchigia di 129,11, pari a 370,89 euro (500-129,11) andrà applicata la percentuale del 19%. La detrazione massima totale di cui il contribuente potrà usufruire sarà quindi pari a 70,47 euro (19% di 370,89).

🔊🔊 Novità per le spese veterinarie sostenute nel 2021 - La legge di Bilancio 2021 ha innalzato il tetto a 550,00 euro.

Cosa si intende per spese veterinarie?

Le spese veterinarie ammesse alla detrazione sono quelle che hanno come scopo la cura della salute dei vostri amici animali e precisamente:
  • prestazioni professionali rese dal medico veterinario;
  • acquisto di farmici veterinari (acquistati in farmacia o anche in altre strutture)
  • analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie
Non rientrano invece le spese relative all'acquisto di prodotti alimentari anche nel caso in cui, per problemi personali dell'animale gli vengano prescritti mangimi particolari (come previsto dalla risoluzione n. 24/E del 2017).

Obbligo di pagamento tracciabile.

Molto importante è ricordare che, con la Legge di Bilancio 2020, è diventato obbligatorio il pagamento tracciabile per poter usufruire della detrazione. I metodi tracciabili riconosciuti sono la carta di credito/debito o prepagata, assegno o bonifico. Pagando in contranti si perde la detrazione in dichiarazione dei redditi.
Tale obbligo non va osservato quando la spese è sostenuta nelle farmacie o all'interno del Servizio Sanitario Nazionale o privati accreditati. Solo in questi due situazioni, il pagamento può essere fatto in contanti.

Per la detrazione dovete conservare i seguenti documenti, che successivamente verranno consegnati al professionista che vi redige la dichiarazione dei redditi:
👉Fatture relative alle prestazioni professionali del medico veterinario oppure scontrini cosiddetti parlanti per l’acquisto dei medicinali
👉 Documento attestante l'utilizzo di pagamento tracciabile (come ad esempio, la distinta di bonifico, copia dell'assegno)
👉Autocertificazione attestante che l’animale è legalmente detenuto a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

La detrazione vale solo per il proprietario dell'animale?

NO, può usufruire della detrazione "il soggetto che ha sostenuto la spesa, anche se non è il proprietario dell’animale". In altre parole, basta che l'animale sia posseduto legalmente e non rientri tra le categorie escluse, che sono state elencate precedentemente. Non è rilevante il soggetto a cui è intestato l'animale da compagnia, ma il soggetto che ha sostenuto la spesa. 
❕❕❗❗ La detrazione spetta a colui che ha sostenuto la spesa. 
ESEMPIO PRATICO: Il figlio si reca in farmacia per acquistare medicinali per il cane. Si fa intestare la fattura a suo nome, ma poi paga con la carta prepagata del padre. La spese sostenuta NON è più detraibile perché il figlio non ha realmente sostenuto la spesa e colui che l'ha sostenuta, il padre, non ha una fattura intestata a sé. Per poter avere la detrazione, il figlio dovrebbe far intestare la fattura al titolare della carta.

Quali documenti servono per dimostrare al Fisco che l'animale è detenuto legalmente

Nel caso in cui veniste sottoposti ad un controllo dell'Agenzia delle Entrate, oltre i documenti attestanti la spese che sono già stati elencati nel paragrafo precedente, è necessario dimostrare il possesso legale dell’animale. Quest'ultimo può essere dimostrato con la fattura d’acquisto dell'animaleil certificato di adozione o richiedendo il rilascio del pet passport. Altrimenti è possibile presentare la certificazione rilasciata dall’ASL o dal veterinario quando l'animale è stato iscritto all’anagrafe ed è stato dotato di microchip.
Se il possesso legale non sussiste e il contribuente si è detratto alcune spese, si rischia la doppia sanzione: per indebita detrazione e per mancata regolarizzazione del possesso dell'animale. 


Dott.ssa Caterina Peruzzini

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