Commercio Elettronico di prodotti fatti a mano: Serve la Partita IVA?
Se create prodotti hand-made e li volete vendere ma non sapete se dovete aprire la Partita IVA o no, allora questo articolo fa per voi. Faremo chiarezza sugli adempimenti fiscali da rispettare per poter vendere i vostri prodotti anche attraverso il commercio elettronico.
Ci interesseremo di tutte quelle attività attraverso le quali vengono trasformati o assemblati beni già esistenti, come ad esempio il decoupage, l'uncinetto, la realizzazione di bigiotteria fatta a mano, l'ammodernamento dei mobili oppure l'utilizzo di fimo o resina per creare accessori.
Tutti questi hobby hanno in comune appunto, l'assemblaggio di diversi prodotti per crearne uno nuovo. Nell'articolo non verranno presi in considerazione i creativi, perché questi elaborano i loro prodotti partendo dal nulla utilizzando solo il proprio ingegno e la propria creatività. Un esempio lo sono gli scrittori, gli inventori o i pittori. Per i creativi si fa riferimento alla normativa sul diritto d’autore che non tratteremo in questo articolo.
Quando è possibile vendere senza Partita IVA e quando invece è obbligatorio aprirla?
La possibilità di vendere senza Partita IVA è riconosciuta agli hobbisti ovvero coloro che:
- svolgono attività in modo sporadico ed occasionale
- vendono prodotti di modico valore (di norma si intende un valore inferiore a 250,00 euro, ma può variare da Regione a Regione)
Cosa si intende per attività sporadica ed occasionale?
L’attività è ritenuta occasionale e sporadica quando viene svolta saltuariamente. L’obiettivo della attività svolta non deve essere il proprio mantenimento, solitamente si configura in un’attività che viene svolta nel tempo libero per passione. E’ necessario, inoltre, che non sia un’attività “organizzata”, ovvero non devono sussistere collaboratori/aiutanti subordinati e neppure essere vincolata da mezzi consistenti, ad esempio l’utilizzo di macchinari costosi. La partecipazione a mercatini deve essere sporadica, non è possibile ad esempio rientrare nella categoria degli hobbisti se si partecipa a mercatini e fiere con cadenza settimanale. Infine le creazioni non devono essere prodotte “in serie”.
Esistono limiti per il compenso percepito per poter vendere senza Partita IVA?
I compensi calcolati su base annuale devono essere modesti ma non esiste un limite preciso, anche se oltre 5.000,00 euro viene previsto indirettamente l'obbligo di aprire la Partita IVA (come spiegheremo successivamente). Tutto si basa sulla saltuarietà dell’attività. Se vendo 1000 oggetti a 1 euro ciascuno, a fine anno avrò guadagnato 1000 euro e quindi il compenso annuale risulta modesto, ma il fatto che il numero dei prodotti sia così elevato fa sì che l’attività non sia configurata come hobby, ma come una vera e propria attività professionale.
A livello di compensi esiste un limite preciso per quanto riguarda l’obbligo di pagare i contributi INPS. Infatti oltre i 5.000 euro annui è obbligatorio iscriversi alla Gestione Separata INPS e di conseguenza aprire la Partita IVA.
Attraverso quali canali è possibile vendere?
Quando la vendita avviene tramite i diversi marketplace si parla di e-commerce, ed è possibile pubblicizzare i prodotti attraverso post o stories. Anche il marketing che viene adottato può essere un elemento con cui valutare l’occasionalità dell’attività. Per essere considerato un hobby si ritiene che l’attività di pubblicizzazione dei prodotti sia limitata e più che altro non sia sostanziosa economicamente. Infatti, l’utilizzo di molte sponsorizzazioni su Instagram o Facebook o l’impiego di cartellonista stradale, potrebbe far pensare che l’attività che state svolgendo non sia solo un hobby o un passatempo.
Per riepilogare, per capire se potete operare senza Partita IVA dovete rispettare queste caratteristiche:
Qualora la vostra situazione sia in linea con quanto detto, potete vendere senza dover aprire la Partita IVA. MA ATTENZIONE!! Dovrete rilasciare all’acquirente una ricevuta non fiscale per giustificare la transazione di denaro da un soggetto all’altro, che vi risulterà utile anche nel caso in cui dobbiate presentare la dichiarazione dei redditi. Nei paragrafi successivi verrà data ampia spiegazione.
Obbligo ricevuta non fiscale. Come si compila?
Devo dichiarare le somme ricevute nella dichiarazione dei redditi?
Se sei obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, è obbligatorio dichiarare anche queste somme percepite (quadro D del modello 730 o quadro RL del modello Redditi PF) che verranno sommate e tassate con gli altri redditi.
Se le tue uniche entrate sono esclusivamente quelle ricavate dall’ “hobby” e non superano i 4.800 euro annui, sei esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e quindi questi redditi non verranno dichiarati.
Essendo i casi pratici diversi e vari, siamo obbligati a raccomandare di valutare sempre al meglio la propria situazione, ed in caso di dubbi fatevi aiutare da un commercialista esperto.
E se l’attività che svolgete non può essere classificate come “hobby”?
Se non rientrate nelle caratteristiche sopra descritte, vuol dire che state svolgendo questa attività a livello professionale. Sarà quindi necessario:
Potrete chiedere una consulenza al vostro Commercialista di fiducia che potrà indicarvi il regime fiscale e il tipo di attività che meglio si adatta alla vostra situazione. Per qualunque domanda e dubbi potete inserire un commento nel box qui sotto.
Dott.ssa Caterina Peruzzini

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